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Agevolazioni fiscali: 36% o 55%?

   

Detrazioni più alte se le ristrutturazioni edilizie rispondono al “risparmio energetico”. Le spese per essere detraibili devono essere effettuate, e non solo programmate, entro il 31 dicembre 2007-09-07

Qui di seguito troverete un guida per capire in quali lavori è prevista la detrazione del 36% o del 55%

- Scarica la Guida Incentivi

 

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BIOMETRIA E CONTROLLO ACCESSI

   

Biometria, una realtà concreta soprattutto per la gestione sicura degli accessi e dei varchi delle nostre aziende e di tutte quelle strutture che necessitano di una sicurezza aggiunta.

Il sistema biometrico più accettato, e quindi più diffuso, è senza dubbio quello dell’impronta digitale , in quanto non particolarmente invasivo a differenza, ad esempio della lettura dell’iride che incontra maggiori resistenze.

- Ma perché le impronte digitali sono più sicure?
Perché le nostre dita hanno caratteristiche che le rendono uniche.

Un altro vantaggio della biometria è che non c’è bisogno di memorizzare nessuna password o pin code, eliminando il pericolo di smarrimenti o acquisizioni da parte dei malintenzionati.

Per questo motivo il riconoscimento tramite impronta digitale è il sistema biometrico al momento più diffuso, anche perché gli scanner utilizzati sono piccoli e quindi più facilmente integrabili nei terminali di riconoscimento e in genere nelle strutture aziendali.

- Ma come funziona il riconoscimento delle impronte digitali?
Occorre innanzi tutto che l’impronta sia acquisita e quindi conosciuta dal sistema.

La funzione dello scanner è quella di generare un’immagine digitale dell’impronta, che viene registrata e trasformata attraverso un algoritmo in una serie di linee vettoriali. Questo significa che nessuna impronta viene direttamente immagazzinata nella sua forma originale, ma solo una semplice serie di linee. Queste figure possono essere memorizzate nella Ram del terminale oppure in una cip card.

Con l’algoritmo che viene applicato in fase di cattura dell’impronta biometria, non è possibile riconvertire il template acquisito nell’impronta biologica.

Attraverso il processo di riconoscimento, il dito viene acquisito digitalmente e con il template memorizzato; questo processo viene definito “matching”.

L’impronta acquisita può essere di qualsiasi dito facendolo semplicemente scorrere sulla superficie in vetro utilizzata come unità di acquisizione.

A questo punto ogni volta che una persona si presenta ad un varco di accesso dovrà posizionare il dito sullo scanner, permettendo o negando l’accesso e abilitando tutte le eventuali abilitazioni correlate.

Per ragioni di sicurezza è sempre consigliato acquisire l’impronta di un secondo dito, così che possa essere letta un’impronta valida anche in caso di infortunio.

La soluzione di identificazione

La stazione di riconoscimento biometrico è connessa con un personal computer che esegue il software di riconoscimento e il database per la memorizzazione dei template.

 La prima acquisizione dell’impronta digitale viene effettuata attraverso la stazione di ricoscimento biometrico, poi il  software la memorizza all’interno del database.

Questo processo avviene una sola volta ; dopo di che tutti i dati vengono gestiti  direttamente dal terminale.

Dopo aver eseguito il riconoscimento della persona il terminale stesso si collega con il database presente all’interno del pc, collegato attraverso rete Lan, per determinare i diritti di accesso dell’utente.

Il terminale riconosce l’utente effettuando un confronto tra l’impronta ricevuta e quelle digitalizzate all’interno del proprio database.

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Le garanzie contrattuali e le norme tributarie

   

Anche nel settore dell'installazione, della manutenzione e delle riparazioni elettriche è indispensabile prestare attenzione sia alle norme che regolano le garanzie di legge, sia alle connessioni con la normativa Iva. E' della precisa definizione contrattuale e dalle intese e dai patti tra le parti che si devono ricavare le prove e le dimostrazioni di legittimità che consentono di vincere le presunzioni contrarie

Nell'ambito del complesso rapporto fornitore-cliente, relativamente alle installazioni e alle riparazione dei beni ceduti, si inseriscono anche le operazioni di sostituzione in garanzia, e ciò soprattutto dopo l'entrata in vigore delle norme contenute nel d.lgs. 24 del 2 febbraio 2002 che, in attuazione della direttiva 1944/44 CE, prevedono tra l'altro l'estensione fino a due anni delle garanzie dei beni venduti.
Queste nuove disposizioni fanno tornare di attualità i problemi che riguardano le connessioni tra le garanzie contrattuali (o disposte per legge) e le norme tributarie, iva in particolare.
in campo industriale, i rapporti fornitore-cliente (entrambi soggetti ad Iva), relativamente alle vendita e installazione di apparecchiature e impianti, sono regolati solitamente da un contratto che prevede l'assunzione da parte del fornitore di una serie di impegni e obbligazioni:

  • l'impegno di sostituire, entro un determinato arco di tempo, una parte o l'intero bene venduto nel caso, per esempio, che non risulti conforme agli standard di funzionalità e produttività che erano stati  predeterminati e convenuti;
  • l'impegno di intervenire gratuitamente (in garanzia) per riparare o sostituire parti difettose, e così via.

Si tratta di operazioni che quasi sempre sono effettuate in un momento successivo a quello in cui il fornitore ha adempiuto agli obblighi di fatturazione nei termini e con le modalità previsti dagli articoli 6 ("Effettuazione delle operazioni") e 21(Fatturazioni delle operazioni") del dpr 633/1972. Da una vecchia, ma fondamentale, risoluzione del Ministero delle finanze (n° 502563 del 1975) è possibile ricavare indicazioni di massima e principi generali che devono essere applicati quando si deve intervenire per le sostituzioni in garanzia.
Ecco, in sintesi, quanto il Ministero delle finanze ha precisato: "Le sostituzioni, durante il periodo di garanzia, dell'intero bene odi parti non costituiscono cessioni o prestazioni imponibili ai fini Iva, nella considerazione che le stesse sono effettuate in esecuzione di un'obbligazione prevista contrattualmente e per la quale non sussiste un corrispettivo, in quanto il prezzo di vendita del bene, già assoggettato al tributo, è comprensivo anche di eventuali cessioni in sostituzione o riparazione".
Per l'operazione sorge tuttavia il problema di provare, di volta in volta, la legittimità dell'effettuazione delle operazioni di cessione non assoggettate all'Iva, perchè conseguenti o dipendenti dall'obbligazione che è stata prevista contrattualmente.
Le due condizioni pregiudiziali di non imponibilità delle cessioni in garanzia sono dunque:

  • che le cessioni o le sostituzioni in garanzia siano state previste contrattualmente;
  • che queste cessioni o sostituzioni avvengano entro il previsto periodo di garanzia.

L'operatore deve, in sostanza, poter vincere non solo le presunzioni di cessione ex art. 53 del dpr 633/1972, ma anche dimostrare che non sono state poste in essere operazioni diverse (tutte imponibili), come quelle previste in particolare dagli articoli 11 ("Operazioni permutative"), 12 ("Cessioni e prestazioni accessorie") e 2 ("Secondo comma, n°4:"Cessioni gratuite") del dpr 633/1972.
Non vie dubbio che è dalla precisa definizione contrattuale e dalle intese e dai patti tra le parti che si devono ricavare le prove e le dimostrazioni di legittimità che consentono di vincere le presunzioni contrarie.
la mancanza o l'insufficiente documentazione idonea e probatoria che, è bene sottolinearlo, potrebbe essere necessario esibire anche dopo molto tempo dall'effettuazione dell'operazione, determinerebbe quanto meno una situazione di difficoltà per l'operatore e l'occasione per un contenzioso di non facile definizione.

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Conto Energia

   

in data 7 dicembre  2005 il Ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola,  di concerto con il ministero dell'Ambiente, ha firmato un  nuovo decreto  con il quale viene estesa la potenza installabile beneficiabile del meccanismo di incentivazione in conto energia per l'installazione di impianti fotovoltaici per l’autoproduzione di energia elettrica di piccola, media e grande taglia avviato per la prima volta con il decreto del Ministero delle Attività Produttive del 28 luglio 2005.
Il nuovo provvedimento regolamentare prevalentemente rivolto a famiglie e piccole imprese  amplia notevolmente la potenza incentivabile prevista dal primo decreto ministeriale del 28 luglio 2005 (sull’ argomento vedasi anche le precedenti circolari  dello scrivente Settore n. 848     del 31.08.05  e n. 901  del 21.09.05) , portandola dai precedenti 100 MW a 300 MW, di cui 220 MW destinati ai piccoli impianti e 80 ai grandi.
In tal modo, spiega una nota del Ministero delle Attività Produttive,  sarà possibile soddisfare le oltre 5700 richieste già pervenute in relazione al primo bando che scadeva lo scorso 30 settembre e al secondo banda con scadenza 31 dicembre 2005 al soggetto attuatore (Grtn), da parte di singoli utenti o condomini e da piccole imprese (per una potenza di circa 100 MW) e dalle grandi aziende (per una potenza di circa 60MW).
I restanti 140 MW saranno disponibili, anno per anno, a partire dal 1 gennaio 2006 e fino ad esaurimento, nella misura di 45 MW massimi per anno per piccoli impianti (tra 1 e 50 kW) e 15 MW per anno per i grandi (tra 50 e 1000 kW). Con il nuovo decreto ministeriale viene  inoltre, incrementata, da 300 a 500 MW, la potenza-obiettivo da installare entro il 2015.  
Il provvedimento è stato subito trasmesso alla Conferenza Unificata Stato-Regioni per il relativo parere. Solo successivamente alla positiva conclusione di  tale ultimo passaggio legislativo, esso potrà essere pubblicato sul sito del Ministero delle Attività Produttive  ed entrare quindi in vigore.

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Ultimi Aggiornamenti Conto-Energia

Negli  ultimi aggiornamenti normativi riguardanti il conto-energia, specificati nel nuovo DM 06/02/2006 il quale apporta alcune modifiche al Decreto 28 luglio 2005, vengono introdotte nuove soglie di  potenza nominale incentivante, vengono riammessi i moduli fotovoltaici a film sottile, viene modificato l’iter di presentazione delle domande ed incrementa del 10% la tariffa incentivante per gli impianti integrati in edifici di nuova costruzione, ma più nello specifico:

 

-         Innalzamento della soglia massima di potenza nominale fotovoltaica da installare entro il 2015 da 300 MW (art. 11 Decreto 28 luglio 2005) a 1000 KW;

 

-        Innalzamento del limite massimo di potenza incentivabile da 100 MW (Decreto 28 luglio 2005) a 500 MW, da suddividersi in 360 MW per impianti di potenza inferiore ai 50 kW e 140 MW per impianti superiori a 50 kW;

 

-         Per l’anno 2006 e fino al 2010 il limite di potenza annuale è pari a 85 MW, da suddividersi in 60 MW per impianti di potenza inferiore ai 50 kW e 25 MW per impianti superiori a 50 kW;

 

-        Il DM 06/02/2006 riduce la cauzione definitiva  obbligatoria da 1500 € previsti dal  Decreto 28 luglio 2005 a 1000 € per gli impianti con potenza compresa fra i 50 kW e i 1000 kW, suddetta cauzione definitiva deve essere allegata alla domanda di ammissione alla tariffa incentivante come gia previsto dal Decreto 28 luglio 2005;

 

-        Per la presentazione di ammissione alle tariffe incentivanti le domande potranno essere presentate solo nei mesi di marzo, giugno, settembre e dicembre, dal 1° giorno del mese all’ultimo.

 

-        Il DM 06/02/2006 inserisce nell’incentivazione anche gli impianti a moduli a film sottile a patto che la domanda sia presentata da una persona giuridica. Suddetto Decreto prevede anche la riammissione delle domande presentate precedentemente alla sua entrata in vigore con priorità d’accesso.

 

-        Sino al 2012 incluso, il DM 06/02/2006 introduce un incremento delle tariffe incentivanti del 10% incentivante per gli impianti integrati in edifici di nuova costruzione o esistenti oggetto di ristrutturazione come previsto dal Dlgs 192/2005 Art. 3, comma 2 ma in quest’ultimo caso il committente dovrà allegare alla domanda di ammissione una dichiarazione che certifichi il rispetto del Dlgs in oggetto.

 

-   Per impianti inferiori a 20 kW, il Grtn precisa che possibile scegliere fra il servizio di cessione di energia prodotta direttamente in rete o del servizio di scambio sul posto e in questo caso l’incentivazione è riconosciuta solo all’energia prodotta e consumata in loco.

 

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Una casa a bassi consumi

   

Per un risparmio energetico all’insegna della sicurezza, è necessario tenere in considerazione una lunga serie di fattori.
E mettere a disposizione degli installatori elettrici strumenti di diffusione della cultura del risparmio in grado di supportarlo nel suo difficile ruolo di tramite con il consumatore finale

 Nella filiera che segue la diffusione delle informazioni "elettriche", l’installatore copre un ruolo di assoluta centralità.
È lui il vero e proprio anello di congiunzione tra mondo professionale e utenza. È lui l’unico vero tramite, in grado di trasferire al consumatore ciò che bolle in casa dei produttori, enti formatori e certificatori.
La sua però è spesso una posizione scomoda.
Perché rischia sempre di essere frainteso, di essere scambiato per un furbone che propone soluzioni costose per guadagnare di più, null’altro, anche se così non è.
D’altro canto ci sono situazioni dove l’installatore può e(e deve) intervenire in qualità di consulente super partes, rendendo un buon servizio ai clienti anche a costo di non essere sempre del tutto compreso, la priorità sono in materia di sicurezza degli impianti e di risparmi energetico. Ed è proprio di risparmio energetico, che vogliamo parlare in questo articolo. Non in astratto, bensì in concreto, grazie ad alcune linee guida identificate e sistematizzate da IMQ per supportare l’installazione del suo difficile ruolo di tecnico qualificato e consulente.

Nel vivo della questione

Si può risparmiare sulla bolletta e, al tempo stesso, proteggere l’ambiente e migliorare le condizioni di sicurezza in casa? La risposta è si.
Sono, infatti, sufficienti alcune scelte mirate e piccoli accorgimenti per contenere, giorno dopo giorno, i consumi di energia elettrica e gas. Si riducono così in modo significativo i costi in bolletta e si contribuisce anche a ridurre l’inquinamento ambientale.
Ma entriamo nei dettagli, cercando di identificare le aree di intervento e i rispettivi interventi a supporto di una corretta gestione delle risorse.
Si tratta di un bene irrinunciabile. Non possiamo più vivere, senza illuminazione artificiale.
D’altro canto a talvolta non ci rendiamo conto che i piccoli sprechi dovuti alla disattenzione o noncuranza, a lungo danneggiano le nostre tasche e, sommati tutti insieme, costituiscono un vero aggravio per la situazione già traballante del nostro ambiente. Ecco allora in sintesi alcuni consigli, validi a tutto tondo, e particolarmente interessati sia per chi installa che per chi li utilizza.

  1. Nei luoghi dove vengono lasciate accese per lungo tempo preferire le lampadine a risparmio energetico: le fluorescenti compatte. Costano di più, ma durano anche 8 volte le lampadine a incandescenza e, soprattutto, consumano fino al 70% in meno. Se non si vuole sostituire tutte le lampadine a incandescenza in una volta, si può farlo man mano che si bruciano.
  2. Una lampadina da 100 watt illumina quanto 6 da 25, ma consuma il 50% in meno. Quindi, nei limiti del possibile, è preferibile avere un solo punto luce.
  3. Ricordati di spegnere sempre la luce quando ci si sposta da una stanza all’altra e di non lasciare mai accese le luci che non servono.
  4. Se si usano lampade alogene, preferire quelle con variatore di intensità per poter regolare luminosità e consumi.
  5. Dove capita più facilmente di dimenticare la luce accesa (garage, cantina, scale condominiali,ecc.) conviene installare interruttori a tempo. Esistono anche interruttori automatici che azionano l’illuminazione solo in presenza di persone, per poi interromperla a passaggio avvenuto.
  6. Negli ambienti in cui non ci sono necessità di avere sempre la massima illuminazione, sostituire i comuni interruttori con regolatori di intensità luminosa.
  7. Quando si acquista un apparecchio di illuminazione, fare attenzione che il marchio IMQ sia riferito all’apparecchio nel suo complesso e no al singolo componente come, ad esempio, la spina o il portalampada.
  8. Anche le lampadine possono essere scelte facilmente in base al loro consumo energetico, partendo dalla lettura dell’etichetta energetica presente sulla confezione.

Riscaldamento

Se l’impianto di riscaldamento è normalmente pensato e installato da un idraulico, alcuni accessori che ne rendono più efficienti i consumi, sono invece appannaggio degli elettricisti. Ecco perché anche in questo caso sono importanti i suggerimenti dell’istituto Italiano del Marchio di qualità.

  • In caso di impianti centralizzati, è importante disporre della contabilizzazione, l’impianto centralizzato diventa, a tutti gli effetti, simile ad un impianto autonomo.
  • Anche nel caso di riscaldamento autonomo, l’installatore di una valvola termostatica sui radiatori consente di regolare automaticamente la temperatura degli ambienti più caldi.
  • Per il riscaldamento, il gas comporta sempre un risparmio energetico rispetto al gasolio e all’elettricità.
  • All’inizio stagione, per effettuare accurata manutenzione dell’impianto da personale specializzato. Per le caldaie a gas, la manutenzione annuale è un obbligo di legge.
  • Regolare il termostato in modo che all’interno dei locali la temperatura non superi i 20°C. ogni grado in più aumenta il consumo del 7% e non è salutare.
  • Eliminare la possibili dispersioni di calore dalle finestre mediante guarnizioni supplementari, doppi vetri, doppi serramenti,n isolamento del cassonetto.
  • Appena fa buio abbassare le tapparelle: in questo modo la dispersione di calore di riduce del 50%.
  • Non coprire i termosifoni con tende o altri arredi (copritermosifoni etc.) in quanto ostacolano la circolazione dell’aria calda.
  • Chiudere la valvola nei locali non abitati.
  • Se il termosifone è posto su una parete che dà verso l’esterno, magari sotto la finestra, inserire fra questo e il muro un pannello di materiale isolante.
  • Almeno un’ora prima di andare dormire o uscire di casa, spegnere il riscaldamento o ridurre la temperatura per sfruttare il calore immagazzinato nei muri.
  • Lasciare aperte le porte e le finestre solo il tempo necessario per cambiare l’aria: bastano pochi minuti.
  • Per essere sicure, le caldaie devono soddisfare i requisiti essenziali della direttiva europea 90/396/CE e devono essere state controllate da un organismo notificato che ne attesta la conformità e ne sorveglia la produzione. Le caldaie che riportano la marcatura CE seguita dal numero 0051 sono caldaie che rispettano tali requisiti e sono state controllate dall’IMQ.

Scaldabagno

È questo il classico esempio di come un installatore elettrico può diventare consulente del consumatore senza apparire "interessato". È chiaro infatti che determinate valutazione non sarebbero proprio di sua competenza. Stiamo parlando ad esempio dell’ubicazione dello scaldabagno, o della sua scelta. Intervenire nelle fasi della "progettazione" dell’impianto con suggerimenti intelligenti, rappresenta quindi un momento di pura "generosità" culturale, che non può passare inosservata agli occhi del cliente.

  • Per scaldare l’acqua, soprattutto se la famiglia è numerosa, preferite lo scaldabagno a gas al boiler elettrico: ha un prezzo di acquisto maggiore, ma costi di utilizzo molto più bassi, circa il 40% in meno.
  • La scelta, invece, fra scaldabagno a gas istantaneo o ad accumulo dipende dal consumo di acqua della famiglia. Il primo fornisce acqua calda senza limitazioni, ma è soggetto a variazioni di portata dell’acqua. Il secondo, terminata la quantità d’acqua del serbatoio, impiega una media di due ore per riscaldarne un nuovo quantitativo.
  • Installare lo scaldabagno vicino al punto di utilizzo per evitare inutili dispersioni di calore dell’acqua calda attraverso lunghe tubazioni.
  • Far effettuare una manutenzione periodica da parte del personale specializzato. Negli scaldabagni istantanei far verificare e pulire periodicamente lo scambiatore e la serpentina per eliminare i depositi calcarei che riducono la trasmissione del calore, aumentando i consumi. In quelli di accumulo, la manutenzione periodica è necessaria per eliminare calcare e incrostazioni.
  • Non regolare il termostato dello scaldabagno ad accumulo su temperature elevate, soprattutto d’estate, quando è possibile ridurle anche a 40-50°C, diminuendo così il consumo.
  • Installare sullo scaldabagno un miscelatore in modo da avere direttamente l’acqua alla temperatura desiderata.
  • Se si opta per uno scaldabagno elettrico, meglio due boiler piccoli che uno grande.
  • Anche per il boiler elettrico è necessaria una manutenzione periodica per eliminare i depositi di calcare che riducono la trasmissione del calore, aumentando i consumi.

Televisori, hi-fi e computer

Non lasciare la TV o l’impianto stereo in posizione stand-by (la spia rossa), che segnala che, sebbene spenti, gli apparecchi sono pronti per essere attivati con telecomando o pulsante. In questo modo, si può risparmiare il 10% sul totale dell’energia consumata.

  • Se si utilizza il computer, non tenerlo acceso tutto il giorno e, peggio la notte.
  • Prima dell’acquisto controllare sempre la potenza indicata sul retro: più è bassa minori sono i consumi.

Elettrodomestici

Ci piacerebbe molto che quanto segue fosse assunto dai nostri lettori come dato fondamentale, fotocopiato e diffuso presso tutti i lori amici. Perché se una certa sensibilità nella gestione della luce, del riscaldamento, dell’acqua calda, comincia ad essere evidente, ancora molte lacune culturali purtroppo contraddistinguono lo specifico ambito degli elettrodomestici. Elettrodomestici che invece imperversano nelle nostre abitazioni e rappresentano una voce di consumo energetico sempre più considerevole.

  • Acquistare elettrodomestici a basso consumo di energia. Sull’etichetta energetica, obbligatoria per frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, lavatrici, asciugabiancheria, lavastoviglie, forni elettrici e condizionatori, è riportata anche la classe di efficienza (cioè il rapporto tra prestazioni e consumi), calcolata sulla base di 7 classi, che vanno dalla lettera A (con i consumi più bassi) alla lettera G (coni consumi più alti). Potete trovare l’etichetta energetica sugli apparecchi esposti nei punti vendita.
  • Preferire apparecchi a tecnologia avanzata, costruiti con dispositivi elettronici che consentono una automazione delle funzioni dei programmi, riducendo anche i tempi di utilizzo e i consumi.
  • Verificare che l’elettrodomestico rechi sempre il marchio IMQ, a garanzia della sua qualità e sicurezza.

Lavatrice

Un uso corretto della lavatrice (che consuma, in media, 2000-2300 watt) può far risparmiare anche il 45% di energia elettrica:

  • utilizzare l’apparecchio solo a pieno carico. In questo modo non solo si risparmia, ma il lavaggio risulta più efficace.
  • Se la bancaria non è molto sporca evitare il prelavaggio: si risparmia energia, acqua e detersivo.
  • Lavare a 90° solo biancheria molto sporca e molto resistente: lavare a questa temperatura, infatti, consumi molto elevati di acqua, detersivo e di energia, necessaria per aumentare la temperatura dell’acqua.
  • Si può ridurre del 20% il costo dell’acqua calda per lavatrice, collegandola direttamente alla rete. Si tratta di una modifica semplice quando l’impianto idraulico è in fase di realizzazione.
  • La maggior parte delle lavatrici utilizzano, infatti, acqua fredda che viene poi riscaldata dalla resistenza elettrica interna all’elettrodomestico.
  • Le lavatrici più recenti hanno funzioni che permettono di dosare in automatico i consumi di acqua, detersivo ed energia in base alla quantità di bucato da lavare, senza sprechi.

Lavastoviglie

La lavastoviglie è un elettrodomestico che si usa tutti i giorni e che consuma, in media, 2-2,5 kWh. Un uso accorto può ridurre i consumi in modo considerevole:

  • Utilizzare l’apparecchio solo quando è a pieno carico.
  • Evitare, se possibile, il prelavaggio (le stoviglie si possono sciacquare prima sotto il rubinetto).
  • Riservare il ciclo intensivo solo a carichi con pentole, padelle e pirofile particolarmente sporche.
  • Escludere dal programma la fase di asciugatura, che consuma molto elettricità: aprendo lo sportello e lasciando circolare l’aria, si ottengono gli stessi risultati, con un risparmio di elettricità del 45%.
  • In alternativa, inserire il dispositivo di asciugatura ad aria fredda.

Frigorifero e congelatore

Un uso corretto del frigorifero e del congelatore (consumo medio 100-240 watt, a secondo del tipo) può far risparmiare fino al 50% di energia elettrica.

Collocare l’apparecchio nel punto più fresco della cucina, lontano da fonti di calore, facendo attenzione a lasciare uno spazio di almeno 10 cm tra la parete e il retro dell’apparecchio, in modo che sia ben areato.

  • Aprire la porta il minimo indispensabile e, soprattutto, tenerla aperta il meno possibile per evitare la dispersione di temperatura e, di conseguenza, lo spreco di energia.
  • Riporre i cibi nel frigo solo dopo che si sono raffreddati in quanto il calore fà aumentare la temperatura del vano, richiedendo poi consumo maggiore per abbassarla.
  • Regolare il termostato su posizioni intermedie: il freddo eccessivo comporta un aumento dei consumi del 10-15%
  • Sbrinare il frigorifero periodicamente e, in ogni caso, prima che lo strato di ghiaccio interno superi i 5 mm:la formazione di brina fa aumentare i consumi in quanto forma uno strato isolante che sottrae freddo all’apparecchio.
  • Controllare periodicamente il buono stato delle guarnizioni della porta.
  • Se si decide di acquistare un congelatore,tenere presenti che i modelli a pozzo mantengono di più l’aria fredda quando si aprono.

Forno

Forno elettrico o a gas? Il primo consente più facilmente di ottenere una temperatura costante, ma utilizza una fonte di energia più costosa. Il secondo, invece, ne utilizza una meno costosa, ha un riscaldamento più rapido, ma una regolazione della temperatura più difficile.

  • Tra i forni elettrici, i modelli ventilati consentono una distribuzione uniforme del calore, migliori risultati minori consumi
  • Il microonde è il tipo di forno che consuma meno in assoluto(1200-1500 watt contro 2200-2300 watt del forno elettrico), ma non può essere considerato sostitutivo del forno tradizionale, a meno che non sia combinato con altre funzioni (grill, ventilato) che ne fanno però aumentare sensibilmente i consumi di energia.
  • Un uso corretto del forno elettrico può, comunque, far risparmiare fino al 30% di energia.
  • Durante la cottura, aprire lo sportello il minimo indispensabile.
  • Spegnere il forno qualche minuto prima che la cottura sia terminata in modo da sfruttare il calore residuo.

Condizionatore

  • Scegliere un condizionatore a bassi consumi energetici.
  • In base alle prestazioni, il confronto fra Monoblocco e Split (cioè composto da due elementi)è leggermente più favorevole alle Split in quanto, per raffreddare il condensatore, utilizza l’aria esterna. In base alla funzionalità, invece il Monoblocco è sicuramente più maneggevole
  • I condizionatori fissi dotati di inverter, un dispositivo di programmazione elettronica, raggiungono la temperatura desiderata in tempi più brevi e la mantengono costante, facendo risparmiare dal 10 al 30% di energia.
  • Preferire modelli dotati di temporizzatore elettronico, che consente di attivare automaticamente l’apparecchio all’ora desiderata e di farlo funzionare, sempre automaticamente, per il numero di ore volute, senza inutili sprechi.
  • Anche un uso corretto del condizionatore (che consuma, in media, 2200-2400 watt) può far risparmiare circa il 5% di energia elettrica.
  • Schermare i vetri con parasole o pellicole antisole: occorrerà meno potenza per rinfrescare l’ambiente.
  • Utilizzare il condizionatore solo le ore necessarie per rinfrescare la casa.
  • Non aprire le finestre mentre il condizionatore è in funzione.
  • Accendere l’apparecchio solo nelle ore più calde e regolare il termostato in modo che tra interno ed esterno non ci siano più di 7°C di differenza.
  • Non sistemare davanti all’apparecchio vasi di fiori, tendaggi o altro, che potrebbe impedire il corretto flusso dell’aria.
  • Pulire periodicamente i filtri,

Aspirapolvere e apparecchi a vapore

Un uso corretto dell’aspirapolvere e degli apparecchi per la pulizia a vapore (consumo medio 1kWh) può far risparmiare circa il 5% di energia elettrica.

  • Non lasciare acceso l’aspirapolvere "a vuoto": prima di aspirare, rimettere ordine nell’ambiente per rendere più agevole e veloce la pulizia
  • Se l’aspirapolvere è a vapore, con consumo maggiore rispetto ai modelli tradizionali e con necessità di un tempo di riscaldamento, iniziare le pulizie quando la casa è tutta in ordine, pronta per essere "vaporizzata".
  • Per un corretto funzionamento, tenere puliti filtri, spazzole e sacchetti e, se il modello è a vapore, fare attenzione al calcare.

 

 

2-/-1/2005 7: 1 pm;

Quando un impianto elettrico nei servizi condominiali deve essere progettato

   

Potenza impegnata < 6 kW ----------------------------- Progetto NON obbligatorio

Potenza impegnata > 6 kW -------------------------------------- OBBLIGO del progetto

Potenza impegnata > 6 Kw ma con la classe di compartimento antincendio > 34,8 kW
(CEI 64-2) ---- -------------------------------------------------OBBLIGO del progetto

Potenza impegnata > 6 Kw ma con centrale termica a gas> 34.8 kW
(CEI64-2)------------------------------------------------------- OBBLIGO del progetto

Potenza impegnata < 6 kW ma con autorimessa avente più di 9 veicoli
(EI 64-2)---------------------------------------------------------OBBLIGO del progetto

Potenza impegnata < 6 kW ma con box auto in numero maggiore di 9 che non si affaccino su spazio
a cielo aperto (CEI 64-2)----------------------------------------- OBBLIGO del progetto

Potenza impegnata < 6 kW ma con box auto in numero maggiore di 9
che  si affacciano su spazio a cielo aperto-----------------Progetto NON obbligatorio

2-/-1/2005 7: 1 pm;




 
   
 
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