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>> Novità Impiantistiche

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Casa domotica

   

La parola demotica nasce dall’unione di domus (casa) e informatica ed indica l’applicazione delle tecnologie intelligenti al servizio della casa e più specificatamente riguarda tutte quelle tecnologie che servono a rendere la casa più confortevole, economica, comoda ma anche più sicura.

Anche ad Arezzo, con la collaborazione di Bticino è stata realizzata un’abitazione rappresentativa  completamente dotata delle nuove tecnologie demotiche.
Questa iniziativa è stata realizzata per poter far prendere coscienza al semplice cittadino e non solo agli addetti ai lavori  delle possibilità che può offrire questa nuova tecnologia ormai presente sull’intero mercato nazionale.
Le linee guida che sono state tenute presenti nella realizzazione di questa abitazione sono: confort, sicurezza, risparmio, comunicazione e controllo, il tutto gestito attraverso collegamento internet  tramite palmari più semplicemente cellulari.

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Energia da fonti rinnovabili e integrazione impianti

   

E’ entrato in vigore il Decreto 28 luglio 2005 “Criteri per l’incentivazione della produzione di energia elettrica mediante conversione fotovoltaica della fonte solare”, pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana – serie ordinaria – n. 181 del 5 agosto 2005.

Il decreto modifica la struttura degli incentivi in atta (in conto capitale) ed introduce alcune importanti novità (in conto energia). Infatti, secondo quanto stabilito dal nuovo decreto, possono entrare a far parte dell’incentivazione degli impianti con una potenza compresa tra 1 kW e 1000kW costruiti dopo il 30 settembre 2005 e con una potenza nominale cumulata di 100MWp.

Per ciascun impianto saranno riconosciuti degli incentivi, con entità e regole definite secondo le seguenti classi d’impianto:

-         Impianti con potenza fino a 20 kWp;

-         Impianti con potenza compresa tra 20 kWp e 50 kWp

-         Impianti con potenza compresa tra 50 kWp e 1000 kWp.

Per gli impianti con potenza fino a 20 kWp, è riconfermato il meccanismo già in atto dello scambio di energia sul posto, oltre all’introduzione di un incentivo pari a 0,450 €/kWh per una durata di 20 anni.

Per gli impianti con potenza superiore ai 20 kWp e fino a 50 kWp , l’incentivo è pari a 0,47 €/kWh per una durata di 20 anni, mentre l’energia prodotta dall’impianto potrà essere venduta alla rete.

L’incentivo invece può arrivare a 0,50 €/kWh nel caso di impianti con potenza superiore a 50kWp e in ogni caso fino a 1000kWp. Per questa tipologia d’impianti è stabilito però un meccanismo di gara che prevede, al momento della domanda degli incentivi, di specificare l’entità dell’incentivo richiesto (minore o uguale a quello massimo sopra indicato).

In tal modo saranno fatte delle graduatorie periodiche fino al raggiungimento di una potenza globale cumulata di 40 MWp.

Al raggiungimento di tale limite cessa la validità del Decreto Attuativo e degli incentivi ad ulteriori impianti.

Analoghe domanda e documentazione tecnica sono previste per gli impianti fino a 50 kWp, per i quali, però, non è previsto alcun meccanismo di gara anche se saranno inseriti in graduatorie periodiche fino ad una potenza complessiva cumulata di 60 MWp, al raggiungimento della quale cesseranno gli incentivi ad ulteriori impianti.

Altra richiesta fatta dal decreto riguarda la cauzione fissata, per gli impianti di potenza superiore ai 50 kWp a 1500 € per kWp che potrà essere sotto forma di fideiussione bancaria o polizza assicurativa a favore del soggetto attuatore a titolo di penale in caso di mancata realizzazione dell’impianto nei termini previsti dal decreto.

Gli incentivi non sono cumulabili con i certificati verdi e/o bianchi nonché con gli incentivi del programma “Tetti Fotovoltaici”.

 

INTEGRAZIONE IMPIANTI

 

Nel contempo il CEI ha pubblicato una nuova normativa tecnica, la guida CEI 64-57.

La guida fa parte delle serie di Guide CEI 64-50 sull’edilizia ad uso residenziale e terziario inerente  l’integrazione di impianti elettrici utilizzatori, ausiliari, telefonici e di trasmissione dati negli edifici e riguarda in particolare gli impianti di piccola produzione distribuita non collegati alla rete elettrica, quali ad esempio l’energia fotovoltaica, l’energia generata da impianti di microgenerazione e l’energia da fonti microeolica e microidraulica e da celle a combustibile.

La guida contiene le seguenti indicazioni:

-         informazioni da comunicare nelle fasi contrattuali;

-         informazioni generali relative alla realizzazione dell’impianto elettrico utilizzatore;

-         consistenza degli impianti elettrici ausiliari e telefonici dei servizi comuni;

-         rapporto con gli enti;

-         verifica e collaudo;

-         criteri di esercizio.

Fanno parte della guida una serie di allegati che sviluppano i seguenti argomenti:

-         impianti fotovoltaici con accumulo per l’alimentazione di utenze isolate;

-         impianti di microgenerazione dell’energia;

-         impianto per generazione di energia elettrica e termica mediante celle a combustibile per usi prevalentemente residenziali;

-         impianti microeolici;

-         impianti microidraulici;

-         calcoli di valutazione dei costi.

Ampia parte è dedicata all’energia fotovoltaica, in particolare le applicazioni che riguardano tetti e facciate fotovoltaiche, impianti ibridi fotovoltaici-eolico-diesel, centrali elettriche. In questo capitolo si danno criteri di progettazione di un impianto fotovoltaico e, soprattutto, un significativo esempio di impianto elettrico di un’utilizzazione isolata e con energia fornita da pannelli fotovoltaici ad accumulo per l’alimentazione in corrente continua delle utenze residenziali. Tabelle schematiche sulla potenza disponibile, la scelta dei cavi e la relativa portata, sul calcolo della potenza disponibile mese per mese nell’impianto forniscono un significativo valore aggiunto della guida.

La Guida sviluppa inoltre le problematiche degli impianti di microgenerazione dell’energia che utilizzano, per la generazione di energia, microturbine a gas, microturbine idrauliche e microturbine eoliche. Le informazioni contenute consentono al professionista di fare un quadro delle tre diverse tecnologie utilizzate confrontate con le soluzioni tradizionali e le applicazioni che risultano più convenienti.

Infine illustra gli aspetti relativi all’utilizzo della fonte di energia prodotta da celle a combustibile: è un omaggio ad una nuova tecnologia ma che al momento non risulta competitiva in termini di costi e di fattibilità con le altre fonti energetiche descritte.

La Guida CEI 64-57 fornisce poi un quadro significativo sull’utilizzo delle fonti energetiche di tipo rinnovabile, in contrapposizione con quelle tradizionali, illustrano quegli esempi che rendono interessante il loro utilizzo nell’ambito residenziale.

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SPD negli impianti bassa tensione

   
Il CEI ha pubblicato due nuove importanti opere normative sui limitatori di sovratensioni: si tratta della Guida CEI 81-8 "Guida d'applicazione all'utilizzo dei limitatori di sovratensioni sugli impianti elettrici utilizzatori in bassa tensione" e del Software Surge.

Negli impianti elettrici alimentati in bassa tensione le conseguenze delle interruzioni di servizio della rete BT, per danneggiamento della rete elettrica o delle apparecchiature ad essa collegate, sono inferiori rispetto a quelle che si hanno sulle reti AT o MT. Tuttavia tali conseguenze sono sempre meno tollerate, dal momento in cui sono sempre maggiori i servizi fruiti dagli utilizzatori forniti dagli apparecchi elettrici o elettronici. Ad esempio il cedimento degli isolamenti, in un sistema elettronico di controllo e/o di comando, può avere conseguenze costose e pericolose, come anche gli interventi intempestivi dei sistemi d'allarme fino ad arrivare agli incendi o all'arresto completo di una fabbrica.

Esistono situazioni impiantistiche in cui il livello di tenuta alle sovratensioni delle apparecchiature, previsto dalle norme, non è adeguato al rischio tollerabile dall'utilizzatore. In questi casi, il rischio può essere ridotto con l'installazione sull'impianto elettrico BT di limitatori di sovratensioni (denominati con la sigla abbreviata SDP). Per quanto riguarda gli impianti elettrici in bassa tensione, un fulmine può innescare incendi, quando interessando direttamente la struttura e/o la linea elettrica BT, esso causa scariche pericolose  tra la linea elettrica e gli elementi metallici della struttura e/o dell'eventuale impianto di protezione contro i fulmini della struttura. In questo caso, il rischio d'incendio può essere ridotto con l'installazione sull'impianto elettrico BT di adeguati SPD.

Un importante valore aggiunto alla Guida CEI 81-8 è la pubblicazione di un  Software in grado di guidare l'utilizzatore, sulla base del contenuto della guida, ad una corretta scelta e dimensionamento dei limitatori di sovratensione. Perché gli impianti elettrici sono soggetti in determinate circostanze a situazioni di rischio provocate dalle sovratensioni generate dalle manovre dei componenti elettrici dell’impianto stesso o da origine atmosferica. Si devono pertanto prendere dei provvedimenti per limitare queste sovratensioni transitorie in modo da ridurre ad un livello accettabile i rischi di guasto negli impianti  elettrici e nei componenti ad esso collegati.

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